mercoledì 9 maggio 2012

Marzo 2012, cumulativo.

Marzo è un mese curioso, dalle nostre parti. A partire dal primi le risaie (che qualcuno ormai chiama “i campi di riso” - la differenza è sottile ma c’è), vengono pian piano allagate  e, entro la fine del mese quasi tutta la pianura si è trasformata nel nostro familiare “mare a quadretti”. Il periodo corrisponde, grosso modo, a quello della migrazione di ritorno di molte specie e alcune risaie (e chissà mai perchè solo alcune) si trasformano in autentici autogrill per uccelli. Come si può vedere nel filmato qui sotto.

Risaie Sozzago, tra le prime ad essere allagate… Il problema è schivare i trattori

In questo periodo abbiamo avuto anche una visita inaspettata, un curioso airone Sgarzabuoi (non cercatelo sul Collins, è un nome che ho inventato io, per comodità) cioè un probabile o certo incrocio tra una Sgarza Ciuffetto ed un Airone Guardabuoi. Lo vedete in dettaglio (per i miei standard) alla fine di questo filmato. Interessante anche osservare le posture e gli atteggiamenti degli aironi ripresi. Giuro che non ci sono fermi immagine..

Ardeidi

Aggiungo un cumulativo senza capo ne coda di osservazioni del mese. Alcune riprese sono veramente ravvicinate (potenza della risaia) ed interessanti. Buona visione.

Mix da Sozzago
Volpoche
Ibis Sacro

PS. Non è proprio “in risaia”, per cui lo metto un po’ a parte.. Alla palude di Casalbeltrame abbiamo avuto una visita quasi inconsueta (quasi perchè non è stata l’unica quest’anno): una giovane Spatola. L’adulto che vedete nel filmato per il confronto all’americana è invece stato ripreso al Torrile. Beh, Casalbeltrame mi sembra un bel posto per una Spatola. Speriamo che ritorni.

Spatola a Casalbeltrame

E questo è tutto, gente.
Fino al prossimo post, buon birdwatching…

martedì 17 aprile 2012

Fabbrica di Carta 2012 - piccolo spazio pubblicità


Cari birders vicini e lontani..

Avete impegni per il 25 aprile? Nel caso vi troviate con qualche ora di tempo libero e la voglia di fare un salto a Villadossola, vi invito a venirmi a trovare presso il Centro Culturale “LA FABBRICA”, Corso Italia n.13 - Villadossola (VB), dove alle ore 16 presenterò agli intervenuti Verba/Cusio/Ossolani e non il mio ultimo libretto "Altri 6 racconti al volo". Che tutti voi avrete già letto, ovviamente, ma se vorrete comunque intervenire per tenermi compagnia, beh, la cosa mi farà assolutamente piacere..
Nel corso della presentazione si parlerà anche di NovaraBW, del Burchvif e di un bel po' di birdwatching.  Tanto per non perdere l'abitudine.

Ecco nel seguito il programma,

Fabbrica di Carta 2012, il Salone del libro, degli autori ed editori del Verbano Cusio Ossola:

25 APRILE MERCOLEDI - SPAZIO INCONTRI:
ORE 16.00 Presentazione del libro “Altri 6 racconti al volo” di Fabrizio Burlone, stampato da Youcanprint. Interverrà l’autore. Accompagnamento musicale con il Quartetto dell’Associazione Accademia di Quarna.

e, nel frattempo, buon birdwatching a tutti.
Ci vediamo il 25.

domenica 11 marzo 2012

03 Marzo 2012 - Monte Fenera (Borgosesia - VC)

Prima di continuare, il copyright per la cartina: “© OpenStreetMap contributors, CC-BY-SA”.

monte fenera 2012-03-06_121113

Il monte Fenera è una montagna dimenticata all’ingresso della Valsesia da qualche divinità distratta o magari qualche da fenomeno geologico ormai dimenticato pure lui. Eccolo qui.

fenera 053

Nei boschi qui nella foto potrete anche incontrare il Picchio Nero, udito in più di un’occasione e intravvisto almeno un paio di volte. Ma le star dello spettacolo stanno nelle falesie lassù. Il Falco Pellegrino e, soprattutto, il Picchio Muraiolo. Eccolo

uvs120304-013

uvs120304-005

E, finalmente ecco il filmato. Che nei primi 30 secondi, alla moviola, mostra bene perchè in alcuni paesi è conosciuto come l’uccello-farfalla. In Cinese invece è “fiore di roccia”. Bello no? Il Wallcreeper inglese, invece mi sa di animale pericoloso. Ieri sono stato aggredito da un Wallcreeper, mammamia, a momenti ci lasciavo le penne. Tipo Jeepers Creepers..  Per la cronaca, in latino fa Tichodroma Muraria. E proprio su di un muro, un’autentica parete di roccia verticale, lo potrete ammirare nel filmatino, anche se non rende bene l’idea. Rende per tutto il resto però, e lo consiglio a tutti i birders.  Per continuare con l’inglese, è veramente “the next best thing”, cioè la miglior cosa dopo essere sul posto. Scusate, ma a me mi piace.

Picchio Muratore - Wallcreeper

E questo è tutto. Perdonatemi la scarsità di informazioni geografiche fornite, ma è per via la normativa sulla privacy. E, comunque, con un po’ ricerche si trovano..

Fino alla prossima, buon birdwatching per chi lo fa..

domenica 4 marzo 2012

25 febbraio 2012 Alto Ticino Novarese (o Basso Lago?)

Si ringrazia sempre Google per le cartine. Cominciamo.

Ticino, varallo pombia - castelletto

Nuovamente incoraggiati dai report dei birdwatchers veri, siamo andati a fare un giro sul Ticino di Varallo Pombia e Castelletto Ticino. Margherita, Nunzia, Alberto ed il blogger qui presente, intendo.

Per fare gli originali, iniziamo il report dalla prima tappa. Varallo Pombia, appunto.  Parcheggiata l’auto in prossimità del ristorante omonimo (a che cosa basta andare là per vedere), alla prima binocolata si mostravano un bel numero di Svassi, Tuffetti, Germani Reali, qualche Moretta e anche un Moriglione o due. Viste anche le condizioni della luce, decidevamo quindi di addentrarci nel bosco direzione nord, cercando di rimanere vicini all’acqua il più possibile.

Beh, pensavo che sarebbe stata una gita per svassi ed anatididi, ed invece si è rivelata un uscita per uccel di bosco. Vuoi per la scarsità di presenze umane sul posto, vuoi per l’improvvisa botta di primavera, o magari perchè gli animali fanno in fondo quello che gli pare, il bosco era tutto uno svolazzo di penne e di piume.  Cinciarelle, Cinciallegre, Cince Bigie, Picchi, Codibugnoli. Abbiamo anche avuto la fortuna di poter ammirare in lungo e in largo (si fa per dire) un paio di Fiorrancini appartenenti a un gruppo più numeroso che ci ha girato intorno per un po’. E dico fortuna perchè il Fiorrancino è veramente uno degli uccellini più graziosi che si possa incontrare nei nostri boschi di questa stagione. Che gli altri non me ne vogliano, specie suo fratello il Regolo (c’era anche lui, però l’ho visto solo io e di sfuggita). Ma a me il Fiorrancino piace proprio. Sembra uno scricciolo con un costume da supereroe. Metto una foto di Wikipedia per rendere l’idea.

Già, le foto. Prendere immagini di affarini grossi un palmo (nel migliore dei casi), che non stanno mai fermi un secondo ed in condizioni di luce e di visibilità a dir poco pessime non è il mio mestiere. Comunque, ancora tutti contenti per la passeggiata nel bosco, ci siamo spostati a Castelletto. Anche qui si lascia la macchina vicino ad un ristorante e si cammina. Sfortunatamente ora e luogo erano terribilmente adatti per una passeggiata all’aria aperta e quindi ci siamo trovati in numerosa compagnia. Il che non è proprio l’ideale per il nostro lavoro. Fatti quattro passi a monte e a valle e ammirati cigni, svassi e poco altro ci siamo quindi congedati dalla zona ripromettendoci di tornare in un altro momento. Da qui siamo finiti al lido di Arona per il pezzo forte della giornata, vale a dire il pranzo. Terminato il quale ci è rimasto ancora un po’ di tempo per un rapido sopralluogo ad un paio di altri hotspot che promettono spunti interessanti per il futuro. E, sorpresa delle sorprese, nel corso delle operazioni ci siamo imbattuti in un autentico Uccello Copernicano, un Magellano dei Volatili, uno scopritore di nuovi passaggi a Nord-Ovest. Vale a dire, un Picchio Verde che ha scoperto che gli insetti ci sono anche nei prati e non solo sugli alberi. Eccolo qui.

Scherzi a parte, non è inusuale vedere un picchio che si alimenta a terra, ma la concentrazione e la precisione mostrate dal ragazzo qui sopra, beh quelle inusuali lo erano davvero. Per noi, almeno, che comunque siamo solo birdcosi.

Morale della gita, anche il Ticino e il Lago Maggiore possono regalare soddisfazioni inaspettate, e, a volte, si va per funghi e si torna con le castagne. Ma questa è un’altra storia.

Fino alla prossima, buon birdwatching

martedì 14 febbraio 2012

12 Febbraio 2012, colline di Barengo

Sulle ali dell’entusiasmo di chi nei giorni passati ci aveva visto la Qualunque, siamo andati a fare un giretto sulle colline dietro Barengo. Cioè più o meno qui.

 


Visualizzazione ingrandita della mappa

Dal punto di vista uccellesco non possiamo lamentarci: abbiamo incontrato un gruppo di Passere Scopaiole, una delle quali si sentiva in vena di fare la Star (notate poco dopo il minuto 1:00 come si aiuta con la coda per l’arrampicata.. non me l’aspettavo). Poi abbiamo visto un po’ di Cince e Fringuelli, due Zigoli Muciatti, un paio di Gheppi e un bel numero di missili che potevano anche essere le Tottaville che qualcuno più bravo di noi è invece riuscito a  vedere ed identificare. Di tutto questo però abbiamo filmato poco o niente, sono gli inconvenienti del birdwatching errante. Ci siamo rifatti comunque con quella che era in fondo la nostra meta di giornata: la Mandria. Da qualche giorno infatti in zona si aggirano un gregge e una mandria di Asini e Cavalli che da sola, come ha detto qualcuno, vale la passeggiata. La vedete verso la fine del secondo minuto di ripresa. In totale, aggiungendo anche la bellezza del paesaggio innevato e i -7°C all’arrivo che non sono mai saliti sopra i -2°C, è stata proprio una gita interessante..

 

E questo è tutto, gente.
Fino alla prossima, si intende.

Saluti..

giovedì 2 febbraio 2012

22 Gennaio 2012, Lido di Arona

Poca roba, questa volta. Ma di una certa sostanza. Su consiglio di un nostro collega siamo andati a dare un’occhiata al Lido di Arona (Lago Maggiore, non Tenerife) e dintorni.

Beh, è stato un ottimo consiglio. Come spesso accade, è sorprendente constatare quante cose interessanti stiano proprio dietro all’angolo di casa. Venticinque Cigni Reali proprio davanti alle case del lungolago, ad esempio.. Cinciallegre e Cinciarelle a iosa, anzi, a iose, sugli alberi del parco. E, nel gruppone di Svassi proprio di fronte al lido, uno Svasso Collorosso. Ancora in abito invernale, purtroppo, ma non si può avere tutto, giusto?  Poi uno Smergo Maggiore e una Gavina un po’ più a sud. Un po’ di Codibugnoli. Per finire, interi stormi di anatidi o equivalenti in volo ed in acqua verso i canneti di Dormelletto. Ma questa è un’altra meta, che non abbiamo ancora esplorato.

Ecco, per intanto, un filmatino a Km 0 o quasi. Con anche qualche immagine di quanto raccontato..

E, almeno per ora, questo è tutto gente.

Fino alla prossima: buon birdwatching..

domenica 15 gennaio 2012

8 e 9/12/2011 - Cervia e Comacchio (e Ravenna)

I tempi di pubblicazione sono stati anche più lunghi del solito, ma il materiale era veramente parecchio. Anche se non del tutto legato al birdwatching. E poi in mezzo c’è stato Natale, Capodanno eccetera. Ma veniamo al punto. Quest’anno, durante il Weekend pontuto dell’Immacolata Concezione, io, Margherita e Alberto ci siamo presi un paio di giorni di sano birdwatching alle Valli di Comacchio (che avevamo in parte già visitato qui) e alle Saline di Cervia.
Lasciati i bagagli all’ottimo hotel Adria di Milano Marittima, trovato in offerta su TriVaGo, ci fiondiamo alle saline. Il centro visite, ovviamente, è chiuso. E chi vuoi che vada in salina l’otto di dicembre? Noi.

Comunque, per chi ci volesse andare in stagione (meglio informarsi prima) l’indirizzo è questo:

CENTRO VISITE
Salina di Cervia
Via Bova  n° 61 - 48015 CERVIA (RA)
tel. 0544/973040 - fax  0544/974548


Lo vedete nelle prime foto “into the wild” dell’album che terminerà la prima giornata. Nel frattempo aggiungo una cartina, fornita da http://www.openstreetmap.org/  Mancava, no?

comacchio e cervia 3 open street map 2012-01-10

Fortunatamente le saline sono circondate e attraversate da strade più o meno trafficate e più o meno percorribili. Il mio consiglio è di andare e zigzagare. E’ così che noi abbiamo incontrato i nostri primi Fenicotteri e, più avanti, le Volpoche.

Dopopranzo (piadina) abbiamo puntato verso nord, nell’area appena al di sotto delle valli di Comacchio. Non lo so il perchè. A un tiro di schioppo dalle giornate più corte dell’anno le ore di luce da sfruttare non erano poi molte. Siamo almeno riusciti a vederci Valle Mandriole. Torno a sfruttare una cartina di Google Maps, che rende meglio.

comacchio e cervia 2 2012-01-10

Spettacolo! A cui purtroppo i miei scarsi mezzi fotografici non possono rendere giustizia. Sono le ultime foto dell’album, prese dalle torrette indicate qua sopra. Devo dire che mi è capitato raramente di incontrare una tale quantità di volatili tutti insieme. Portatevi un buon cannocchiale però, perchè le distanze sono siderali. E non ci sono altri punti di ingresso, per limitare il disturbo. Però funziona, a quanto pare. Il piatto forte sono gli anatidi, mai viste così tante alzavole. Ma anche i germani non scherzano. E poi folaghe, cormorani, ardeidi assortiti e, naturalmente, qualche fenicottero qua e la. Per gradire. Ma il sole tramonta in fretta in questa stagione, e questo giro finisce qui. Ma non l’escursione. Per intanto metto l’album di cui avevo parlato. Sotto, poi, si continua.


Anzi, si passa al giorno successivo, 9 dicembre. Che si apre con… il nebbione. Che sfiga cosmica! Sperando in un miglioramento nel pomeriggio decidiamo di visitare Ravenna. O meglio, di ri-visitarla, perchè in realtà l’avevamo già vista ieri sera. Da Sant'Apollinare (in Classe) al mausoleo di Galla Placidia le cose da vedere sono talmente belle (e talmente tante) che ho pensato bene di mettere anche gli album di queste due visite. Ma lo piazzo al fondo, così se non vi interessa lo potete saltare di netto. Riprendiamo il filo del discorso, piuttosto. La cartina è ancora di openstreetmap.org

comacchio e cervia 1 open street map 2012-01-10_104247

Primo pomeriggio. Causa lavori in corso ci tocca saltare Punte Alberete. Il parcheggio è inagibile e davanti all’unico altro spiazzo atto allo scopo prestano i loro servizi alcune signorine che francamente non ci sembra il caso di disturbare. Troppo tardi per il sentiero alternativo, decidiamo di puntare sulle Valli di Comacchio. Prima un salto al

Centro Visite Il Palazzone di Sant’AlbertoNatuRA Museo Ornitologico e di Scienze Naturali “Brandolini”
Via Rivaletto, 25
Sant’Alberto (RA)
tel 0544 528710-0544.529260 http://www.natura.ra.it/

Che ci da qualche dritta e, volendo, abbonda anche di memorabilia interessante. Prendiamo il traghetto subito fuori il paese (simpatico) e giriamo a sinistra lungo la strada panoramica indicataci. Ci sarebbe anche un sentiero pedonabile a destra (7 km, meglio parcheggiare prima del traghetto e attraversare a piedi. Non c’è molto posto di là) ma, come ho detto, si è fatto tardi, e allora continuiamo in auto. La strada è veramente panoramica, e per un lungo tratto decisamente poco trafficata. Scorgiamo un grosso branco (non so perchè, ma “stormo” se non sono in volo mi sembra sbagliato) di fenicotteri,  sentiamo (ma non vediamo) delle oche non identificate dietro ai canneti e poi ci aspetta il solito miscellaneo di anatidi, svassi, tuffetti eccetera. Strada facendo ci fermiamo a dare un’occhiata a “Prato Pozzo, punto informativo birdwatching” che però troviamo deserto di informazioni e soggetti birdwacciabili. Sarà la luce bassa, sarà la nebbia che sta tornando ma sembra che in giro ci siamo proprio solo noi.. Il posto pare interessante, però, come del resto l’iniziativa. Da tenere d’occhio. Arriviamo fino alla torretta di Valle Zavelea, e da lassù finalmente riusciamo a scorgere un gruppo di Avocette. Splendide, come sempre. Forse uno dei trampolieri più curiosi ed eleganti. Ci erano mancate, quest’anno. Ah, serve sempre un cannocchiale, altrimenti sono puntini..

Chiudiamo il tour facendo tutto il giro dalla Romea, per arrivare fino all’ingresso delle saline. Si potrebbe forse arrivare anche un parcheggio P più vicino, sempre nella zona delle saline e in una posizione che l’altra volta ci era sembrata anche più panoramica. Ma vista l’ora preferiamo andare sul sicuro. Inutilmente purtroppo, perchè da quella parte non ci aspetta un bel nulla da vedere. E intanto s’è fatta sera, la luce se ne è andata e il birdwatching è finito. Voltiamo la prua verso casa, e via. Alberto ha 4 ore di guida davanti. Un applauso.

Ecco l’album della giornata, la prima foto è una panoramica presa fuori percorso, le altre immagini seguono più o meno il giro descritto. Metto anche il filmato.



NDR: fatti non fummo a viver di birdwatching, diceva Ulisse. Che era probabilmente era un po’ birdcoso anche lui. Quindi, visto che ne vale la pena (almeno come reportage) eccovi anche i due album di Ravenna. By night, e by il mattino dopo.



Saluti, e fino alla prossima: buon birdwatching.


PS. Sempre per motivi spazio/temporali non abbiamo potuto visitare decentemente la Bonifica del Mezzano dove in quei giorni c’era di tutto e di più, compreso un ocaio di qualche migliaio di esemplari, la mitica Oca Collorosso e un numero imprecisato di birdwatcher di EBN che mi sarebbe piaciuto incontrare. Pazienza, il destino è quel che è, ma se passate da quelle parti (rif. terza cartina) provate a dare un’occhiata. Non si sa mai.