I tempi di pubblicazione sono stati anche più lunghi del solito, ma il materiale era veramente parecchio. Anche se non del tutto legato al birdwatching. E poi in mezzo c’è stato Natale, Capodanno eccetera. Ma veniamo al punto. Quest’anno, durante il Weekend pontuto dell’Immacolata Concezione, io, Margherita e Alberto ci siamo presi un paio di giorni di sano birdwatching alle Valli di Comacchio (che avevamo in parte già visitato
qui) e alle Saline di Cervia.
Lasciati i bagagli all’ottimo hotel Adria di Milano Marittima, trovato in offerta su TriVaGo, ci fiondiamo alle saline. Il centro visite, ovviamente, è chiuso. E chi vuoi che vada in salina l’otto di dicembre? Noi.
Comunque, per chi ci volesse andare in stagione (meglio informarsi prima) l’indirizzo è questo:
CENTRO VISITE
Salina di Cervia
Via Bova n° 61 - 48015 CERVIA (RA)
tel. 0544/973040 - fax 0544/974548
Lo vedete nelle prime foto “into the wild” dell’album che terminerà la prima giornata. Nel frattempo aggiungo una cartina, fornita da
http://www.openstreetmap.org/ Mancava, no?
Fortunatamente le saline sono circondate e attraversate da strade più o meno trafficate e più o meno percorribili. Il mio consiglio è di andare e zigzagare. E’ così che noi abbiamo incontrato i nostri primi Fenicotteri e, più avanti, le Volpoche.
Dopopranzo (piadina) abbiamo puntato verso nord, nell’area appena al di sotto delle valli di Comacchio. Non lo so il perchè. A un tiro di schioppo dalle giornate più corte dell’anno le ore di luce da sfruttare non erano poi molte. Siamo almeno riusciti a vederci Valle Mandriole. Torno a sfruttare una cartina di Google Maps, che rende meglio.
Spettacolo! A cui purtroppo i miei scarsi mezzi fotografici non possono rendere giustizia. Sono le ultime foto dell’album, prese dalle torrette indicate qua sopra. Devo dire che mi è capitato raramente di incontrare una tale quantità di volatili tutti insieme. Portatevi un buon cannocchiale però, perchè le distanze sono siderali. E non ci sono altri punti di ingresso, per limitare il disturbo. Però funziona, a quanto pare. Il piatto forte sono gli anatidi, mai viste così tante alzavole. Ma anche i germani non scherzano. E poi folaghe, cormorani, ardeidi assortiti e, naturalmente, qualche fenicottero qua e la. Per gradire. Ma il sole tramonta in fretta in questa stagione, e questo giro finisce qui. Ma non l’escursione. Per intanto metto l’album di cui avevo parlato. Sotto, poi, si continua.
Anzi, si passa al giorno successivo, 9 dicembre. Che si apre con… il nebbione. Che sfiga cosmica! Sperando in un miglioramento nel pomeriggio decidiamo di visitare Ravenna. O meglio, di ri-visitarla, perchè in realtà l’avevamo già vista ieri sera. Da Sant'Apollinare (in Classe) al mausoleo di Galla Placidia le cose da vedere sono talmente belle (e talmente tante) che ho pensato bene di mettere anche gli album di queste due visite. Ma lo piazzo al fondo, così se non vi interessa lo potete saltare di netto. Riprendiamo il filo del discorso, piuttosto. La cartina è ancora di openstreetmap.org
Primo pomeriggio. Causa lavori in corso ci tocca saltare Punte Alberete. Il parcheggio è inagibile e davanti all’unico altro spiazzo atto allo scopo prestano i loro servizi alcune signorine che francamente non ci sembra il caso di disturbare. Troppo tardi per il sentiero alternativo, decidiamo di puntare sulle Valli di Comacchio. Prima un salto al
Centro Visite Il Palazzone di Sant’AlbertoNatuRA Museo Ornitologico e di Scienze Naturali “Brandolini”
Via Rivaletto, 25
Sant’Alberto (RA)
tel 0544 528710-0544.529260
http://www.natura.ra.it/
Che ci da qualche dritta e, volendo, abbonda anche di memorabilia interessante. Prendiamo il traghetto subito fuori il paese (simpatico) e giriamo a sinistra lungo la strada panoramica indicataci. Ci sarebbe anche un sentiero
pedonabile
a destra (7 km, meglio parcheggiare prima del traghetto e attraversare a piedi. Non c’è molto posto di là) ma, come ho detto, si è fatto tardi, e allora continuiamo in auto. La strada è veramente panoramica, e per un lungo tratto decisamente poco trafficata. Scorgiamo un grosso branco (non so perchè, ma “stormo” se non sono in volo mi sembra sbagliato) di fenicotteri, sentiamo (ma non vediamo) delle oche non identificate dietro ai canneti e poi ci aspetta il solito miscellaneo di anatidi, svassi, tuffetti eccetera. Strada facendo ci fermiamo a dare un’occhiata a “Prato Pozzo, punto informativo birdwatching” che però troviamo deserto di informazioni e soggetti birdwacciabili. Sarà la luce bassa, sarà la nebbia che sta tornando ma sembra che in giro ci siamo proprio solo noi.. Il posto pare interessante, però, come del resto l’iniziativa. Da tenere d’occhio. Arriviamo fino alla torretta di Valle Zavelea, e da lassù finalmente riusciamo a scorgere un gruppo di Avocette. Splendide, come sempre. Forse uno dei trampolieri più curiosi ed eleganti. Ci erano mancate, quest’anno. Ah, serve sempre un cannocchiale, altrimenti sono puntini..
Chiudiamo il tour facendo tutto il giro dalla Romea, per arrivare fino all’ingresso delle saline. Si potrebbe forse arrivare anche un parcheggio P più vicino, sempre nella zona delle saline e in una posizione che l’altra volta ci era sembrata anche più panoramica. Ma vista l’ora preferiamo andare sul sicuro. Inutilmente purtroppo, perchè da quella parte non ci aspetta un bel nulla da vedere. E intanto s’è fatta sera, la luce se ne è andata e il birdwatching è finito. Voltiamo la prua verso casa, e via. Alberto ha 4 ore di guida davanti. Un applauso.
Ecco l’album della giornata, la prima foto è una panoramica presa fuori percorso, le altre immagini seguono più o meno il giro descritto. Metto anche il filmato.
NDR: fatti non fummo a viver di birdwatching, diceva Ulisse. Che era probabilmente era un po’ birdcoso anche lui. Quindi, visto che ne vale la pena (almeno come reportage) eccovi anche i due album di Ravenna. By night, e by il mattino dopo.
Saluti, e fino alla prossima: buon birdwatching.
PS. Sempre per motivi spazio/temporali non abbiamo potuto visitare decentemente la Bonifica del Mezzano dove in quei giorni c’era di tutto e di più, compreso un ocaio di qualche migliaio di esemplari, la mitica Oca Collorosso e un numero imprecisato di birdwatcher di EBN che mi sarebbe piaciuto incontrare. Pazienza, il destino è quel che è, ma se passate da quelle parti (rif. terza cartina) provate a dare un’occhiata. Non si sa mai.